Tre robe random

Luglio 16, 2008

Siccome poi c’è sempre qualcuno a cui un gli torna qualcosa per un determinato motivo
che alla fine ha un’importanza come il calzino per andare a lavorare a Dicembre che non ti
vedrà mai nessuno, dico due o tre cose. Cosi, tanto per fare.

Tipo no..

Perchè i siti di viaggi mi fanno incazzare cosi tanto? Che ti mettano tipo “offerta a 399 euro”, che ti fai
un cinque minuti di prenotazione-preventivo, che alla fine ti vien fori un prezzo che sfiora quasi il doppio
di quello è che scritto? Siate onesti no,che tanto alla fine un ci vien lo stesso nessuno ad un prezzo
raddoppiato a quello di partenza…

Seconda cosa che non mi torna: non capisco se è meglio vivere a Madrid, a quasi mille metri a livello del mare,
o a Firenze, in buca. Con le zanzare e il caldo che pare di vivere nel limbo dei Prenditelonculo-precariamente.

Terza cosa che non mi torna: perchè un monolocale a Firenze costa su per giu 670 euro al mese, cifra più o cifra meno,
mentre in periferia, a Firenze, costa su per giu lo stesso prezzo?

Ora, in base a queste tre domande che mi son fatto, io ho capito una cosa: che forse sarebbe l’ora
che cominciassi a lavorare oggi.
Che ho prodotto praticamente zero e poi c’è gente che mi viene  a cercare perchè c’ha da dire che il PIL
rimane sempre invariato.
Eh oh, io ve l’ho detto: c’è sempre qualcuno a cui un gli torna qualcosa.

*scianson di’giorno: una dè Verve*

La droga non lavora


Io non porgo l’altra guancia!

Luglio 10, 2008

Ci mettono in testa parole automatiche. Perchè il nostro cervello concepisca soltanto la dialettica e non il significato. Lo fanno da tutte le parti: giornali, tg, riviste, comizi eccetera.

Le prime due parole che mi vengono in mente sono: Lodo-Schifani.

Dunque, essendo io un italiano medio, avrei il diritto di sapere cosa significa tutto ciò. Perchè il significato che ci sta dentro, può darsi benissimo che non lo sappia minimamente. Cos’è il Lodo-Schifani? In cosa consiste? Chi riguarda? Perchè ne parlano tanto? Se ne parlano tanto, sarà certamente un tema importante, mi dico.

E invece quelle due parole le usano cosi: al tg diranno “Oggi vertice per il Lodo-Schifani”. Sui giornali scriveranno “Giornata decisiva per il Lodo-Schifani”. Alla radio leggeranno “Il Lodo-Schifani, la decisione finale è prevista per oggi”. Poi il buio.

La grande manipolazione della notizia. Sappiamo soltanto che c’è un lodo e uno Schifani. Che potrebbero essere due oggetti, due macchine, due persone, un oggetto e una persona e chi più ne ha, più ne metta.

Poi, siccome sei nauseato da queste due parole, prendi e ti vai ad informare personalmente cosa dice questo Lodo-Schifani: riguarda Berlusconi. In primis. E allora rimani basito. Che c’entra Berlusconi con tutto ciò? Continui a leggere e arriva un altro nome: Alfano. E lui da dove viene fuori? Cosa fa questo Alfano? Chi è?

Nessuno te l’ha detto. Perchè te non hai diritto di sapere. Devi solo incanalare quelle due parole.

Ora, a me mi (perchè a me mi rafforza sempre il concetto) scappa anche un pò da ridere per non incazzarmi di brutto. Perchè, tornando a quel famoso Lodo-Schifani, forse non tutti sanno cosa prevede. Ve lo dico io cosa prevede tale legge: l’immunità alle 4 più alte cariche dello Stato Italiano.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che se io dò uno schiaffo a Berlusconi o l’offendo(che poi mica è un’offesa a pensarci bene…) dicendogli “Tu sei un imbecille”, il Caimano mi porta in Tribunale e magari io mi prendo due o tre anni di carcere. Se il caso è contrario, cioè se Berlusconi si sveglia e gli va di darmi uno schiaffo o di chiamarmi imbecille, io a quel punto lo porto in Tribunale, ma firmando questa legge ed essendo lui parte di quelle 4 cariche, è immune da tutto.

Un pensiero che sfiora il nazismo praticamente. E a noi certe notizie ce le riportano con due parole: Lodo-Schifani. Rendiamocene conto.

Abbiamo diritto di sapere. Di conoscere. Perchè l’Italia voi la chiamate una democrazia. La chiamate un Paese laico. La chiamate ancora lo Stivale Vincente.

Si sta perdendo di vista, sopratutto noi giovani, quella cosa che è formata anche lei da due parole. Le più importanti: Costituzione Italiana. Fatta di regole. Di leggi. Di cose da rispettare. Di inchiostro che dice tutto per avere un Paese che viaggia bene.

Leggetela la Costituzione. Non ci vuole molto. Bastano i primi tre punti per capire dove stiamo andando a finire. Soffermatevi sull’Art.3 e ditemi se questa non è violazione dei diritti del cittadino. Ditemi se non stanno violando una cosa sacrosanta come l’uguaglianza tra i cittadini, uomini o donne. Ditemi ancora se questa cazzo di informazione ci deve far passare tutti da imbecilli e ci inculca due parole due senza darci uno stralcio di significato.

Però noi siamo il Popolo che quando la Guzzanti spara a zero su tutto ciò in Piazza Navona, la guardiamo e diciamo che è un’emerita cretina a dire certe cose su Berlusconi, sulla Carfagna e sul Papa.

Perchè per il Papa, per la Carfagna e per Berlusconi state tranquilli: qualche applauso ci sarà sempre di sicuro.

Mentre per chi dice le cose come stanno, cosa ancora più sicura, pioveranno sempre fischi come se fosse il giorno del castigo.

Ma siccome ora le 4 cariche più alte dello Stato possono tutto, non vi stupite se poi mi vedete con un occhio gonfio. Sarà stato sicuramente uno dei 4.

E io, non avrò potuto fare niente contro tutto ciò.

Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo…lo sono.


Va saputo usare

Luglio 6, 2008

Le dimensioni, nella vita, sono una cosa importante. Molte volte ne parlano quando tu non sei presente. Altre volte te lo fanno capire con discorsi diretti e indiretti. Altre invece, ti dicono chiaramente che ce l’hai grosso, piccolo, che lo usi bene, che non lo sai usare, che non lo sfrutti a dovere.

A me hanno quasi sempre detto che lo so usare bene. Che mi sottovaluto e che invece dovrei pensare un pò più a me stesso. Non tanto per le dimensioni, ma perchè appunto mi viene detto che io lo so usare bene. Se non lo usi sei fottuto o vivrai una vita senza goderti tante bellissime sensazioni ed emozioni. Se lo usi con superficialità andrai probabilmente da poche parti e i tuoi rapporti si stringeranno radicalmente.

Se lo usi essendo te stesso hai qualche chance in più invece. Ci sarà chi avrà voglia di guardare oltre quelle dimensioni e capirà che lo usi con una capacità naturale fino ad esserne ammirate. Se sai di avere tali capacità ma non le vuoi sfruttare per svariati motivi, ti guarderanno in un modo inconsueto che ti farà venire persino qualche senso di colpa. Ma se quelle dimensioni le saprai sfruttare nel modo più naturale che ti è concesso, in molti casi lei verrà a cercarti nuovamente. Lo vorrà quasi fare suo. Verrà e starà in silenzio, ammirandoti con un bel sorriso che tu ricambierai a pieno.

Il modo in cui ti poni è lei è importante. La donna vuole l’uomo che le sa tenere testa. Vuole l’uomo che sappia fare l’uomo. La donna molte volte vuole guardare aldilà delle tue dimensioni e andrà a cercare invece la tua capacità di sfruttarlo. Se si sentirà coinvolta, avrai passo già tre passi avanti.

Dovrai mantenere costanza però. Perchè c’è chi lo usa sporadicamente in modo egregio. Chi pensa di usarlo soltanto in determinate giornate. Chi crede che quando lei si concede a te la prima volta, il gioco è fatto. No, niente di tutto ciò: dovrai farle capire che tu sei li, come un martello pneumatico, pronto a tenere testa a tutto quanto quello che lei sta cercando da quelle dimensioni.

Se non vi troverete d’accordo, la vostra relazione probabilmente sfumerà come un cerino svedese o come una sigaretta fumata in motorino.

Ma, se scatterà quel reciproco senso dell’ammirazione, potrai costruire con tutta probabilità qualcosa di molto buono e concreto.

E non ci saranno dimensioni che tengono. E non ci saranno tanti discorsi da fare.

Insomma, ci sono cinque parole che racchiudono tutto questo senso del discorso. Cinque parole semplici che molti scansano perchè credono di saperlo usare a meraviglia, rendendosi protagonisti di parole in mezzo al mare del niente e a gesti che sanno soltanto di squallido.

Io queste cinque parole ve le dico, poi ognuno tragga le proprie conclusioni.

Il cervello va saputo usare.

Passo e chiudo.


Sempre. Comunque.

Giugno 30, 2008

Quando c’era il giardino dietro casa di mia nonna, le giornate estive non finivano mai. C’era un prato, una ventina di ragazzini tutti sudati dietro ad un pallone e quattro magliette per fare i pali di due porte immaginarie. Sorrido perchè l’acqua della fontanella di quel giardino la bevevano tutti e non era un’esclusiva soltanto per i cani. Sorrido perchè non ce ne fregava niente di andare in giro con scarpe rotte, consumate, pantaloni scuciti e magliette dei colori più brutti del mondo.

Io e Francesco siamo cresciuti li. In quartiere povero fatto di gente povera. Con l’odore della polvere e le merende fatte di pane e olio. Ma quel piccolo spicchio di mondo ci apparteneva e non facevamo distinzioni su questo e quello. Andavamo sicuri nel nostro piccolo mondo, coi capelli fatti alla cazzo di cane e le nostre voci infantili.

Io e Francesco arrivavamo da uno dei rioni più storici di Firenze, San Frediano, e ci portavamo dietro le vecchie storie di artigiani, di braccianti e di quel pensiero “L’unione fa la forza” che esisteva per davvero. Siamo cresciuti tra due zolle e cinque fili d’erba. Senza paura che nessuno ci potesse mai giudicare o darci torto perchè, a nostra volta, noi non giudicavamo e non davamo mai torto a nessuno.

Quando cresci con un amico accanto, il rapporto diventa come di fratellanza. E allora ci bastava qualche sorriso, qualche pedata data male ad un pallone, qualche amico con cui condividere i nostri pomeriggi e il gioco era fatto. Non c’erano cellulari e la bellissima sensazione di correre a casa sua a suonargli il campanello per sentire se era in casa è una cosa che resterà per sempre.

Crescendo impari che la vita è un duro mestiere. E che non tutti pensano uguale a te. Eppure, anche nei nostri momenti di lontananza, è come se il nostro viaggio andasse sullo stesso binario. Negli angolo bui della periferia, conoscevamo e frequentavamo facce diverse. Mondi diversi. Luoghi diversi.

Poi bastava vederci per capire che non era cambiato niente. E’cosi’ che abbiamo costruito il nostro mondo. Fatto di piccole certezze. Fatto di allontanamenti bruschi, di ripensamenti, di abbracci e di pacche date sulle spalle. Condividendo tutto ciò che la vita ci ha messo di fronte: la gioia per un qualcosa che arrivava all’improvviso, il dolore condiviso per qualcuno che se ne andava per sempre e via dicendo.

Con le nostre ribellioni interne. I nostri problemi. I nostri sorrisi. Li abbiamo superati tutti, perchè insieme abbiamo avuto sempre quella consapevolezza che se volevamo potevamo arrivare dovunque.

Sorrido pensando alle nostre notti fatte di niente. Di un motorino che viaggiava senza direzione e con cinquemilalire in tasca in due. Di roba fatta e conservata. Di roba andata e dimenticata. Di tutti quei meccanismi che un’amicizia instaura inconsapevolmente.

Ci siamo fatti forza nel momento del bisogno senza dirci tante cose. Abbiamo tracciato linee ben definite davanti ai nostri piedi: che se qualcuno provava ad oltrepassarle uno o l’altro era subito pronto a dare man forte all’altro.

E poi ti ritrovi cresciuto. Altri pensieri. Altre idee. Altri modi di fare. La gente che ci vede assieme dice che siamo perfetti proprio perchè siamo diversissimi. Ma la gente riesce anche a vedere quell’uguaglianza che esiste in tutta quella diversità.

E poi non importa se hai una fede al dito. Non importa se i venerdi ti ubriachi. Non importa se le ferie non le avete mai passate insieme. Basta un giorno dentro un anno per far passare tutto quanto.

Ogni tanto, quando i pensieri tornano indietro, funzionano un pò come un boomerang. Da una parte c’è la consapevolezza che un bambino diventa per forza uomo prima o poi. Dall’altra c’è sempre quella minima parte di Sindrome di Peter Pan che ci fa fare le cose più disordinate del mondo.

In tutta questa corsa dentro al mondo, adesso non abbiamo più bisogno di starci a dare tante spiegazioni. Perchè sappiamo che la spalla, per qualsiasi cosa, la teniamo sempre pronta per l’altro. In qualsiasi momento e in qualsiasi decisione.

A volte non tutti riescono a vedere l’assoluta bellezza di un’amicizia.

Un’amicizia che arriva da lontanissimo per durare stabile e forte nel tempo.

La bellezza di un’amicizia non ha bisogno di questo post per descriverla.

E io e Francesco, comunque vadano le cose, non abbiamo paura di niente.