Se ci riprendessero con telecamere posizionate in mezzo al cielo, forse stenteremmo a crederci che quell’esercito di formiche che danzante si muove sul pianeta terra, siamo noi.
Noi della nostra generazione. Di Video Poker e soldi da buttare nel negozio più costoso di Via Calzaiuoli a Firenze. Noi che paghiamo anche cento euro a botta in un locale della Versilia e non abbiamo mai il minimo pensiero che ce lo stanno tirando nel culo senza vasellina. Noi che ci hanno abituati cosi, che ci siamo abitutati cosi e che continueremo a muovere le nostre chiappe dove la massa crea un parapiglia perchè la direzione da seguire è quella.
Siamo la generazioni senza slanci politici. Quella che tende a generalizzare tutto. A puntare l’indice contro questo e quello perchè il nostro Giudizio ci appare come importante e vitale. Siamo la generazione che quando Tremonti ha fatto le sue porcate non abbiamo avuto un solo secondo per pensare che chi ci rimetteva, i primi per intenderci eravamo noi.
Noi con le nostre tasse scolastiche da pagare. Con i nostri prestiti “aiuta-giovani” alle Poste. Con intorno case su case dai mutui improponibili. Noi che comprare la Mini nuova è molto meglio che comprare una Panda nuova: perchè se poi finisco tutti i soldi in qualche modo il babbo non mi fa morire di fame. Siamo quelli che le nuove generazioni le denigriamo perchè comprano l’I-Phone a 500 euro quando noi quei soldi li spendevamo ugualmente in un’altra cosa perchè l’I-Pod non esisteva ancora.
Non facciamo da collante a nessuna delle generazioni: nè a quelle sopra, nè a quelle sotto la nostra. Quelle sopra pensiamo sempre che siano cervelli troppo benpensanti ed utopistici e andiamo avanti per la nostra strada senza ascoltare nessun consiglio. Quelle sotto le mettiamo in quell’orda di pischelli che vogliono fare comecazzoglivienealoro e nel frattempo continuiamo ugualmente a farci i cazzi nostri.
Poi ci scandalizziamo se uno muore a sedici anni in una festa abusiva perchè ha calato una pasticca. Perchè le pasticche nel 2008 sembrano roba antica. Perchè è la coca la roba forte servita sul piatto d’argento ai giorni nostri. Ed abbiamo sempre scansato il vero problema e ci siamo sempre detti: quelle son robe superati da anni.
La droga, come i malati, è uno di quei trend negativi che non passeranno mai di moda, purtroppo. Non sappiamo il clamoroso giro di affari che ci sta dietro. Il fumo è dal Medioevo che esiste e nel 2008 andiamo a cercarcelo per la nostra mezz’ora di beatitudine. Nel pieno degli anni novanta, l’Lsd ha fatto da padrone incontrastato. Chi ha messo piede in quegli anni nelle discotesche più famose e non d’Italia e d’Europa probabilmente si sarà sentito dire, almeno una volta: la voi una pasta? Lo voi un cartone?
Il fenomeno non è mai passato di moda. Ma soltanto perchè gli apertivi, gli Open Bar, i sabati sera passati diversamente hanno cambiato direzione al punto di vista. Abbiamo avuto informazioni sbagliate su tutto ciò, campagne politiche incentrate solamente al Dio denaro piuttosto che alla popolazione e da quasi trent’anni ci strascichiamo uno dei più gravi problemi d’Italia.
Lo dicono i numeri. Lo dicono i soldi, Lo dicono i morti ogni anno. Ci fanno credere che il problema più grande sia l’alcolismo, e in parte può essere vero. Ma tutti quanti sappiamo che è un problema a 360 gradi che va dal fumo fino all’eroina. Prendiamo i numeri e vediamo quanti muoiono di fumo, quanti per cocaina, quanti per lsd e quanti per alcol. Facciamo la media. Verranno fuori numeri che fanno rabbrividire.
Perchè noi siamo la generazioni che non si sa controllare. Mai.
Perchè miscelare tre droghe insieme è una cosa ganza e non una roba da pazzi. Che non ci fermiamo a fumarci una canna d’erba in compagnia ma vogliamo andare sempre oltre. E allora vai con la coca, con l’lsd e due bevute. Poi tutto fila liscio fin quando non ci scappa il morto.
Ma siccome noi, per una questione che ha del menefreghismo andiamo avanti e ce ne fottiamo, probabilmente di fronte al morto ci soffermiamo si e no cinque minuti. Poi, siccome questo è un discorso complesso e in generale, io non ho ragione, lo so da me.
Però qua non ha ragione nessuno. Perchè il problema della nostra generazione, a partire dal sociale, è un problema che si è espanso talmente a macchia d’olio al quale io non mi sento obiettivamente di dire “si fa cosi, si fa cosà” per fermare tutto questo.
Io so soltanto che faccio parte di una generazione strana. E più che mi guardo intorno più che vedo teste vuote incapaci di divertirsi con poco. E quelle teste vuote che io vedo il divertimento se lo vanno a cercare rischiando. E non so ad esempio se mi metto in mezzo a dieci che ora hanno diciotto anni, dieci che ne hanno venti, dieci venticinque e dieci trenta che roba ne può venir fuori.
Non lo so, perchè onestamente credo ci sia stato uno strappo quasi irreparabile.
Ma allora, io vi chiedo a voi sinceramente: qual’è la soluzione per colmare un pò questa lacuna? Siamo ancora in grado di divertirci normalmente tra amici? Siamo all’altezza della situazione? Dove possiamo andare a finire di questo passo?
Credo che a volte dovremo fermarci dieci minuti a ripassarci i veri valori della vita. Che quella è una sola e c’è poco da scherzarci sopra.
Allo stesso tempo, credo che il mondo, questo mondo, non può essere cosi bastardo da offrirci soltanto tre o quattro possibilità. Ce ne devono essere altre, per forza.
Perchè il mondo è nostro: sta a noi toglierci queste maschere e andare, tutti uniti a riprendercelo.
O almeno, andare a riprenderci quelle cose che ci siamo fatti sfuggire di mano. Che le abbiamo volutamente far sfuggire di mano.
E’che poi delle volte divento troppo visionario e credo davvero che un altro mondo è davvero possibile.
E che, di punto in bianco, scrivi post che sembra tipo il discorso del nonno che ti faceva quando le prime volte uscivi di casa con la bicicletta e ti diceva: Ehi, giovane, occhio che là fuori il mondo gira tutto al contrario di come pensi te.
Ma te salivi sulla tua bicicletta e ti prendevi il tuo di mondo. Con gli anni che passavano e con le parole del nonno che svanivano piano piano fino a che, in certi giorni quelle parole tornavano prepotentemente a rimbalzarti dentro e finivi col fare certi discorsi e a diventare logorroico.
Ho rotto le palle, lo so. Quindi la smetto.
p.s: ognuno faccia quel che cazzo vuole, sia chiaro!
Pubblicato da Nonciolinfradito