Allora, ad un certo punto si son viste code chilometriche a quel baracchino ambulante. In quel supermercato. Da quell’ortolano. E cosi via.
E la gente, più specificatamente uomini, ingoiavano fette intere di cocomero.
Che poi le notizie corron veloci nell’aria e l’avevan già saputo tutti. I Dottori erano disperati perchè perdevano in un solo colpo potenzialissimi pazienti abitudinari. La borsa del farmaco faceva una botta clamorosa e le speranze che tornasse in superficie sana e salva erano veramente poche.
La gente chiedeva. Le mogli non capivano. I vecchi pregavano. Il cielo tuonava.
Come se fosse stato scritto nel Libro del Grande Bastardo*, era un qualcosa di inaspettato ma che doveva comunque accadere.
Gli aerei presero a volare a lanciare volantini con la Grande Notizia. I Tir si misero in viaggio in tutta Europa con una rapidità eccezionale carichi di angurie e di sorrisi a quarantasei denti.
Il mondo esultava. La scienza, una volta tanto era stata battuta.
Il Signor G, quel giorno, camminava tranquillo con la sua sigaretta in bocca. Vide una cascata di volantini piovere dal cielo e, per curiosità si chinò a prenderne uno.
Quindi, spense la sigaretta con la scarpa e lesse QUI.
Le notizie, le leggende, i mostri sacri delle scritture moderne, gli articoli pubblicitari e tutto ciò che riguardava un pretesto per scatenare un’euforia o un casino generale non avevano più limiti.
E poi si divertì a guardare quel baracchino che sfornava “sei fette di cocomero per volta”.
* per gentile concessione di Stefano Benni.
Pubblicato da Nonciolinfradito