Di quando lei..Andiamo al mare?

Giugno 29, 2008

Hai deciso da quattro giorni che domenica te ne andrai al mare con lei perchè si, in città si muore di caldo e il tuo sistema nervoso potrebbe farti compiere gesti impensabili. Quindi è domenica. Otto e mezzo e sei già in autostrada con gli occhi ancora pieni di sonno. Lei accanto, affascinante come un quadro di Mirò. Dopo un’ora sei già a sparare le prime bestemmie: trovare parcheggio è un gran casino. Inoltre, l’unica piazzetta dove di solito a quell’ora trovi posto, quest’anno ha deciso di dare vita ad un mercatino multi-etnico.

Poi trovi un buco a un chilometro dalla spiaggia libera. Parcheggi e stai sudando che neanche quando andavi a giocare coi tuoi amici tutto il pomeriggio. Scendi dalla macchina: lei non ha cambiato espressione. Sembra che tutto proceda nella norma mentre te, invece, dentro cominci a pensare “ma chi cazzo me l’ha fatto fare di venire fin qui oggi”.

Nel bagagliaio le vostre cose: tu ciabatte, asciugamano e un libro. Lei: un arsenale di roba, robetta e robuccia che sembra un guardaroba di famiglia. Tira fuori una borsa grandissima di paglia che prontamente ti affibbia dicendoti “non vedi quanta roba c’ho da portare?”. Poi una borsetta più piccola e una busta che non ti riesce di capire cosa ci sia dentro.

Cominci a camminare sul lungomare che sembrate l’ultima coppia di vu cumprà esistente in quel pezzo di litorale. Il sole ormai è alto ma la voglia di arrivare in spiaggia è elevata. La borsa di paglia, puntualmente struscia contro il tuo fianco sudato graffiandolo. Ma guai ad emettere una costernazione di polemica, seppur piccola, onde ritrovarsi veramente a polemizzare con lei che ti dirà ” fai tante storie per una semplice borsa”.

La sua semplice borsa, di paglia, è due metri quadrati per due. A metà strada ti chiede di fermarti perchè deve trovare gli occhiali da sole. Rovista. Li trova. Li indossa. Poi cincischia ancora. Tira fuori il cellulare, smanopola un pò e poi ti fa rifermare per rimettere il cellulare dentro. A cento metri dalla spiaggia cominci a vedere il traguardo.

I primi passi sulla sabbia ti fanno lentamente passare il nervoso. “Ci siamo”, dici tra te e te. Togli l’asciugamano dalla spalla che a questo punto è bagnato come se ti ci fossi asciugato dopo aver fatto un tuffo in acqua. Lo appoggi alla rinfusa sulla sabbia. Ci butti il libro sopra e credi di aver toccato il cielo con un dito.

Ti giri e la vedi intenta nella preparazione: lei poggia tutto con cura. Borsa da una parte. Ciabatte dall’altra. Borsetta e busta ai lati dell’asciugamano. Tu ti stendi sull’asciugamano e provi a rilassarti un attimo e subito ti arriva una vocina:

- Tesoro, me la spalmi la crema?

- Dov’è?

- Nella borsa di paglia..

- Ok.

In un quarto d’ora le spalmi la crema perchè lei ha da dire che non gliela stai spalmando bene. Tu da dietro gli fai tutte le facce del mondo, che tanto non se ne accorge. Poi si mette comoda ed è come se te non esistessi più se non per un “tesoro me la vai a comprare l’acqua che ho sete?”.

Gliela compri. Gliela porti. Lei beve. A te tocca soltanto un sorso d’acqua, all’ultimo, ormai a temperatura ambiente. Poi la giornata sembra scorrere normalmente. Fino a quando, arriva un branco di ragazzi proprio vicino a te. Sono una ventina. Urlano. Ridono. Scherzano. Ma scherzando ogni tanto ti fanno mangiare un pò di sana sabbia che puntualmente ti tirano addosso con quei piedi mentre si rotolano sulla sabbia.

“Son ragazzi come noi” pensi. E’quando torni da fare il bagno che senti il nervoso salire. Loro continuano a ridere e scherzare e la sabbia ora si appiccica a te, che ancora sei bagnato. Guardi lei in cerca di uno sguardo almeno confortevole. Di uno sguardo che stia dalla tua parte. Lo sguardo arriva ma con quello anche un:

- Te l’avevo detto che sei un cretino. E’logico che se ti metti bagnato poi la sabbia ti si appiccica addosso..che guardi cosi?

- Scusa eh..si viene al mare. E già la parola mare implica che io faccia il bagno. Logico che questi tirin la sabbia addosso è un pò meno logico invece..

_ Madonna quante storie..rilassati su..

Chiudi la conversazione cosi. Prendi il libro. Leggi un pò. Lei sembra una lucertola sotto il sole. Ormai non ti caca più da un pezzo e anche se le parli sembra faccia finta di essersi addormentata.

A una cert’ora lei sente che ormai è l’ora di poter tornare a casa. Sono le sei di pomeriggio e tu in quel preciso istante avresti voglia di fare un altro tuffo. Ma non dici niente. Anche a te è presa un pò di voglia di tornare a casa.

Rifate i vu cumprà del litorale. Come al solito ti carica di borsa di paglia e altra roba. Quella borsa che ora, dopo aver preso il sole, graffia ancora di più sul tuo corpo. Cercando di mantenere un autocontrollo nella norma, cammini a finalmente arrivi alla macchina.

Parti. Tra un’ora sarete a casa. Un’ora diventano tre perchè sull’autostrada c’è un enorme serpentone di macchine che hanno avuto la tua stessa idea e siete partiti tutti allo stesso orario. Lei non fa una piega: chiude gli occhi e si riposa. Mentre te senti anche un pò di crampi al polpaccio a forza di fare il gioco frizione-gas-prima-folle.

Arrivi a casa stremato. Sudato più della mattina. Mezzo scottato. Coi graffi della borsa di due metri quadrati per due sul fianco. Vi salutate. Un bacio. Una carezza.

Poi lei ti sorride, ti prende dolcemente la testa e ti sussurra:

- Grazie amore per la splendida giornata. Domenica prossima ci ritorniamo?

Vorresti mandarla anche un pò affanculo ma ti trattieni. Però, come diritto di replica ti concedi un:

- Prego amore. Domenica prossima ti porto io in un posto..

- E dove?

- A fare l’abbonamento in piscina.

- Sei sempre il solito.

Poi se ne va. Te sorridi. Un pò dal nervoso. Un pò perchè ti fa davvero sorridere lei, a volte.

Dopo cena ti chiama e ti dice che non sei un tipo abbastanza paziente.

Cerchi di spiegarle come stanno le cose. Lei non ne vuol sapere. E’fatta cosi.

Le dai ragione. Attacchi. Una doccia. Poi vai a letto.

E , dalla mattina seguente, cerchi di farti venire l’ispirazione per una scusa più che plausibile.

A volte, odiare una domenica al mare è un diritto.