Vecchio bricco, mi ci ficco…

Ci son cose che tutti tocchiamo, guardiamo, ci conviviamo quotidianamente e le lasciamo li, senza arte nè parte, senza stare a pensarci più di tanto. Un pò anche giustamente, aggiungerei.

Ora, il fatto è che io son curioso come le scimmie del Madagascar che corrono tutto il giorno da ramo a ramo alla ricerca di nuove cose per cui esaltarsi. Ora, il fatto che io sia curioso non implica certo che anche voi siate curiosi, o almeno, non siate curiosi delle cose di cui son curioso io.

Ma mi stavo domandando, appunto, quante cose può fare una cosa sola. Prendi me, in questo momento: ho davanti un bricco di Esta Thè, gusto limone. Giusto specificare, perchè ultimamente c’è quello a quel coso verde che non si può sentire. Comunque, torniamo a noi: il bricchetto di Esta Thè.

Ci siamo cresciuti insieme. Abbiamo fatto le nostre merende con quello. Con quella cannuccina che strappavi con foga per infilzarla li, nella plastica che riportava la marca del prodotto. E quando la infilzavi provavi sempre quella specie di godimento fanciullesco. Sorridevi, digrignavi di denti e ti sfiorava quel pensiero, rifacendomi ad una grande frase del film “Berlinguer Ti Voglio Bene”: Godi. Maiala.

Si, anche se non pensavate godi maiala è uguale. Che poi la maiala era il bricco eh, tanto per essere precisi. Comunque, quella dell’esta thè è una delle più grandi invenzioni mai esistite. A scuola, per farmi passare i compiti, aprivo quasi del tutto il bordo superiore, allungavo il bricco a quello davanti che lo prendeva, lo metteva sotto il banco e me lo ripassava coi foglietti piegati dentro.

Oh, va detto che questa cosa nella mia classe la inventai io e riscosse successo. Parecchio successo direi. Tanto che fu soprannominata “La mossa di’Thè” durante i compiti di matematica. Tipo che prima di iniziare tu gli facevi a i’tuo amico: oggi fammi la mossa di’ thè. Lui capiva e amen. Il gioco era fatto.

Io col bricco di esta thè ci giocavo e mi inventavo svariate cose. Robe che eran cazzate, ma pur sempre esperimenti che tanti non penserebbero neanche. La cannuccia invece me la masticavo a mezz’ore intere, senza un preciso motivo. Che tanto quella dopo un pò perdeva il suo ruolo principale e quindi meritava di morire come meglio credevo io.

E allora, per tornare da dove avevo iniziato, il bricco mi sono accorto che può avere varie funzioni. Allora io ho vinto anche dei soldi grazie a quello: si scommetteva cinquecentolire( cazzo che soddisfazione parlare con lire!) e poi con la cannuccia dovevi fare ventuno buchi, uno per ogni lettera dell’alfabeto. Se facevi ventun buchi contemporaneamente incassavi. Sempre che l’altro non riuscisse a farli come te. Se anche lui faceva ventun buchi consecutivi, supplementari. E io avevo studiato un metodo tutto mio di bucare quel bricco tanto da sentirlo quasi come un amico.

Oh, a dieci anni andare a scuola con duecento lire( perchè se c’hai bisogno di qualcosa vai alla cabina e chiami casa…) e tornare tipo con duemilalire era tanta roba. Voleva dire spararsi pomeriggi interi al bar ai giochini. Giochini che praticamente monopolizzavi con l’incasso dei buchi del bricco.

E poi il bricco m’è servito per tante altre cose senza che lui lo sapesse. Robe che, tralasciandone alcune, in questo momento ad esempio mi sta servendo da posacenere. E c’è sempre quel puzzettino di plastica bruciata che sa un pò di pollo arrosto andato a male, diciamoci la verità, però è uno di quei puzzi che ti ricordi in eterno.

Perchè è lo stesso puzzo che sentivi quando fumavi le prime sigarette e non sapevi dove buttare la cenere.

Ecco, io a distanza di quindici anni, riesco ancora ad esaltarmi un pò per queste stronzate.

Che poi son stronzate davvero. Ma le prime scoperte, da qualunque punto di vista ognuno la voglia pensare, non si scordano mai.

E io stasera c’avevo voglia di spengere ’sta sigaretta dentro il bricchetto dell’Esta Thè.

Domeni provo con quello al Thè Verde: Sia mai che esce un odore tipo marijuana e io ancora un l’ho scoperto.

Però bisogna essere curiosi e pazienti: quindi domani, ognuno col suo bricchetto a cercare il progresso scientifico dentro il bricchetto.

E poi ci si trova qui e ognuno dice la sua.

Mi raccomando, puntuali eh. Che poi c’è sempre chi arriva più tardi degli altri.

Qui si fa la storia. Altro da aggiungere non c’è, almeno per stasera.

12 Risposte a “Vecchio bricco, mi ci ficco…”

  1. il dino & l'idolo Dice:

    c’è qui la finanza, ha detto che cerca uno che organizzava bische clandestine coi bricchi dell’estathe, cosa gli dico?
    ps: quindi lo devo prendere come permesso di linkare te e le tue angurie anabolizzanti, sesso-stimolanti, femmina-appaganti?

  2. Nonciolinfradito Dice:

    Ma io quelli della Finanza ce l’ho quasi tutti amici. Meglio mettere le mani avanti. Prenditi il permesso.
    Anche quello di soggiorno. E, se t’è scaduto, te lo rinnovo io vai.
    Ciao nacchero.

  3. BlogginSers! Dice:

    Macché scherzi??? Qui a Roma un estathe ni’ bricco vale oro! Mica ce l’hanno in tutti i bar come da noi! Qui al bar ti danno una lattina di ice tea o una bottiglietta di thè san benedetto…
    E quando sei fortunato e lo trovi, ti piazzano sul bancone la LATTINA di Estathè.
    E te gli fai: “Ma ‘ni bricco un ce l’hai?!”
    Ieeeeeeee…. mica capiscono….

    Ma non è tanto che non capiscono icché gl’ho ho chiesto… Quello ci sta anche.
    E’ la differenza tra i’bricco e la lattina che un capiscono!!! :-(

  4. Betta Dice:

    ..sappi che oggi proverò a fare 21 buchini consecutivi nei succhini di frutta, so già che al secondo buchino si accartoccerà la cannuccia e probabilmente mi romperò un’unghia, ma oh io ci provo.

  5. Nonciolinfradito Dice:

    @Sers:Sergius, la prossima vorta che ci si vede te lo pago io un esta thè ni’bricco e ci si beve insieme alla faccia dei romani eheheh..poi oh, che senso c’ha la lattina d’esta thè me lo devano ancora spiegare! ..Lunga vita al bricco,perdio…

    @Betta: ovvai nacchera,poi tu ci fai sapere eh…t’ho aperto un mondo,ammettilo..ps:vietato rubare i bricchi ai bambini dell’asilo!!

  6. colpodicoda Dice:

    ma qui si apre tutto un mondo, sulle confezioni della roba da mangiare. da piccola adoravo il tris di formaggini belpaese, per quella scatolina a cerchio di plastica trasparente col coperchino. era una scatolina ganzissima, che diventava scrigno di perline, oppure gabbietta portatile per animali domestici di ripiego data la negazione del cane, tipo coccinelle o ragnetti, con la loro foglina di insalata e un sassetto per fare ambient. e le suppostine di platica gialla delle sorprese kinder? una genialata.

  7. Nonciolinfradito Dice:

    Azzus, è vero Colpo.
    Ma come dimenticare quei formaggini tondi, ricoperti da quella cera rossa che te prendevi, tiravi la strisciolina e ogni volta ti si apriva un mondo.
    Che spettacolo…

  8. piccolajo Dice:

    apparte che a roma i bricchi io li trovo! apparte…..
    e poi……gara di colpi di cannuccia nel bricchino????
    vai………………jo

  9. Nonciolinfradito Dice:

    Vai l’è arrivata. Anche Sergio li trova a Roma.
    Ma son meglio quelli di Firenze o di Prato,sappilo.
    ps:con la cannuccia ti si pole bucare anche la testa?

  10. piccolajo Dice:

    c’ho la testa dura….un mi si buca!!!!

  11. altrafacciadime Dice:

    bah!!
    senti l’ultima volta che mi son bevuta un esta the nel bricco come dio comanda,son stata 4 giorni con la cistite,maremma ladra!!
    io devo stare lontana da quei cosi che mi creano dipendenza!!!
    :)

  12. Nonciolinfradito Dice:

    Un giorno vedrò la tu cartella clinica.
    Che ormai son curioso eh.
    Nemmeno gli esta thè!!!

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