Quando c’era il giardino dietro casa di mia nonna, le giornate estive non finivano mai. C’era un prato, una ventina di ragazzini tutti sudati dietro ad un pallone e quattro magliette per fare i pali di due porte immaginarie. Sorrido perchè l’acqua della fontanella di quel giardino la bevevano tutti e non era un’esclusiva soltanto per i cani. Sorrido perchè non ce ne fregava niente di andare in giro con scarpe rotte, consumate, pantaloni scuciti e magliette dei colori più brutti del mondo.
Io e Francesco siamo cresciuti li. In quartiere povero fatto di gente povera. Con l’odore della polvere e le merende fatte di pane e olio. Ma quel piccolo spicchio di mondo ci apparteneva e non facevamo distinzioni su questo e quello. Andavamo sicuri nel nostro piccolo mondo, coi capelli fatti alla cazzo di cane e le nostre voci infantili.
Io e Francesco arrivavamo da uno dei rioni più storici di Firenze, San Frediano, e ci portavamo dietro le vecchie storie di artigiani, di braccianti e di quel pensiero “L’unione fa la forza” che esisteva per davvero. Siamo cresciuti tra due zolle e cinque fili d’erba. Senza paura che nessuno ci potesse mai giudicare o darci torto perchè, a nostra volta, noi non giudicavamo e non davamo mai torto a nessuno.
Quando cresci con un amico accanto, il rapporto diventa come di fratellanza. E allora ci bastava qualche sorriso, qualche pedata data male ad un pallone, qualche amico con cui condividere i nostri pomeriggi e il gioco era fatto. Non c’erano cellulari e la bellissima sensazione di correre a casa sua a suonargli il campanello per sentire se era in casa è una cosa che resterà per sempre.
Crescendo impari che la vita è un duro mestiere. E che non tutti pensano uguale a te. Eppure, anche nei nostri momenti di lontananza, è come se il nostro viaggio andasse sullo stesso binario. Negli angolo bui della periferia, conoscevamo e frequentavamo facce diverse. Mondi diversi. Luoghi diversi.
Poi bastava vederci per capire che non era cambiato niente. E’cosi’ che abbiamo costruito il nostro mondo. Fatto di piccole certezze. Fatto di allontanamenti bruschi, di ripensamenti, di abbracci e di pacche date sulle spalle. Condividendo tutto ciò che la vita ci ha messo di fronte: la gioia per un qualcosa che arrivava all’improvviso, il dolore condiviso per qualcuno che se ne andava per sempre e via dicendo.
Con le nostre ribellioni interne. I nostri problemi. I nostri sorrisi. Li abbiamo superati tutti, perchè insieme abbiamo avuto sempre quella consapevolezza che se volevamo potevamo arrivare dovunque.
Sorrido pensando alle nostre notti fatte di niente. Di un motorino che viaggiava senza direzione e con cinquemilalire in tasca in due. Di roba fatta e conservata. Di roba andata e dimenticata. Di tutti quei meccanismi che un’amicizia instaura inconsapevolmente.
Ci siamo fatti forza nel momento del bisogno senza dirci tante cose. Abbiamo tracciato linee ben definite davanti ai nostri piedi: che se qualcuno provava ad oltrepassarle uno o l’altro era subito pronto a dare man forte all’altro.
E poi ti ritrovi cresciuto. Altri pensieri. Altre idee. Altri modi di fare. La gente che ci vede assieme dice che siamo perfetti proprio perchè siamo diversissimi. Ma la gente riesce anche a vedere quell’uguaglianza che esiste in tutta quella diversità.
E poi non importa se hai una fede al dito. Non importa se i venerdi ti ubriachi. Non importa se le ferie non le avete mai passate insieme. Basta un giorno dentro un anno per far passare tutto quanto.
Ogni tanto, quando i pensieri tornano indietro, funzionano un pò come un boomerang. Da una parte c’è la consapevolezza che un bambino diventa per forza uomo prima o poi. Dall’altra c’è sempre quella minima parte di Sindrome di Peter Pan che ci fa fare le cose più disordinate del mondo.
In tutta questa corsa dentro al mondo, adesso non abbiamo più bisogno di starci a dare tante spiegazioni. Perchè sappiamo che la spalla, per qualsiasi cosa, la teniamo sempre pronta per l’altro. In qualsiasi momento e in qualsiasi decisione.
A volte non tutti riescono a vedere l’assoluta bellezza di un’amicizia.
Un’amicizia che arriva da lontanissimo per durare stabile e forte nel tempo.
La bellezza di un’amicizia non ha bisogno di questo post per descriverla.
E io e Francesco, comunque vadano le cose, non abbiamo paura di niente.
Pubblicato da Nonciolinfradito
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